Progetto "Primo Levi - La strenua chiarezza"

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La Fondazione per la Scuola della Compagnia San Paolo, in collaborazione con il Centro

Internazionale di Studi Primo Levi, ha organizzato, per l’anno scolastico 2019/2020, il

progetto Primo Levi - la strenua chiarezza in occasione del centenario della nascita dello

scrittore.

L'iniziativa ha avuto come obiettivo di restituire ai più giovani un ritratto a tutto tondo dello

scrittore, dell’uomo di scienza e del testimone attraverso una metodologia che combina i

metodi e gli strumenti tradizionali della ricerca storica con le risorse digitali.

Il progetto ha previsto un percorso di formazione per docenti e uno per studenti delle classe

terze delle scuole secondarie di primo grado del Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta e Lombardia.

La scuola secondaria di I grado di Cravanzana ha partecipato all’iniziativa, portando a termine

il progetto nonostante la sospensione delle attività didattiche dovuta all’emergenza Covid-19.

Gli alunni della pluriclasse II-III di Cravanzana hanno lavorato, con il prezioso supporto

dell’Associazione Diskolé, sul testo fantascientifico “Il fabbricante di specchi” di Primo Levi,

rielaborandolo per creare una sceneggiatura che si è poi trasformata in un video, presentato al

webinar conclusivo di lunedì 8 giugno 2020, dove tutte le scuole partecipanti hanno avuto

modo di mostrare i propri lavori.

L’obiettivo è stato quello di ricreare ogni specchio descritto da Timoteo, il protagonista del

racconto, con un'immagine artistica, così sono stati selezionati dei quadri famosi di vari artisti

come Picasso, Botero, Dalì, Munch e Chagall che in qualche modo li ricordassero. Poi si è

cercato uno stratagemma per rappresentare al meglio lo Spemet, lo specchio metafisico di

Timoteo, che riproduce la nostra immagine quale essa viene vista da chi ci sta di fronte. Ci

voleva un'idea brillante perché lo Spemet era ed è un sogno, ma anche un gioco, forse un po'

rischioso… Ci è venuta in soccorso la letteratura… E così sono state utilizzate delle maschere,

di cui tanto parla nelle sue opere letterarie Luigi Pirandello. Per rappresentare la propria

immagine ogni ragazzo si è descritto con un aggettivo o una breve frase che sono stati poi

associati alle maschere sui volti.

Infine è stato inventato un titolo per la rielaborazione che esaltasse al massimo i concetti di

riflettere, specchiarsi, conoscere e conoscersi. Ma anche dello stare vicini, cosa possibile e

normale prima del Coronavirus…

Si è creato questo: Avvicinati, conoscimi... conosciti perché conoscere gli altri significa

conoscere se stessi dato che l'altro non è che me stesso allo specchio.

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